In Svezia nasce il villaggio Hobbit nel segno dell’edilizia ecosostenibile con materiali naturali

Vicino a Stoccolma il primo complesso residenziale ispirato alla saga di Tolkien.

Nel segno dell’edilizia ecosostenibile.

Una dimora in stile hobbit come quella di Bilbo Baggins nella trilogia de Il signore degli anelli.

Il luogo c’è già: l’isola di Muskö, nell’arcipelago che circonda Stoccolma. È li che, nel giro di qualche anno, potrebbe nascere il primo villaggio hobbit al mondo. Un posto dove stare comodi comodi su una sedia a dondolo a leggere le pagine di J.R.R. Tolkien, in una casetta come quella di Bilbo Baggins: lo hobbit protagonista dell’omonimo romanzo (risalente al 1937) e di tutta la saga della Terra di mezzo.
LA PASSIONE GREEN.

Una pensata per bambinoni amanti del fantasy? Tutt’altro. Si tratta infatti di un progetto di edilizia ecosostenibile. E l’isola non è nuova a esperimenti di questo tipo: è qui, a un’ora di macchina dalla capitale svedese, che sorge infatti Drömgården, l’insediamento ecosostenibile – a metà tra una fattoria, una comune e un bed and breakfast – caratterizzato da orti biologici a due passi dal Baltico ed edifici ad alta efficienza energetica.
L’ESPERIMENTO RIUSCITO.

A idearlo è stata la coppia composta da John Higson e Marie Eriksson, rispettivamente imprenditore amico dell’ambiente e fotografa: la suggestione di un villaggio hobbit nasce dal loro incontro con Simon Dale, un intraprendente britannico che in una casa da hobbit ha realmente abitato per anni, insieme con la sua famiglia.
3 MILA EURO PER UN TETTO.

Dale se l’è costruita da solo in Galles, edificandola in una collina, usando fango, pietre e legno. Gli ci sono voluti quattro mesi di lavoro: 3 mila euro il costo per i materiali. Massimo agio anche d’inverno, ha assicurato Dale.

In tutto 350 case, un pub, un caseificio: tutto con materiali naturali

Stavolta però si pensa in grande. L’intenzione è quella di costruire il primo villaggio tolkieniano del pianeta.
ARCHITETTURE MORBIDE.

Tutte le case – ne sono previste una trentina – devono dunque essere rigorosamente in stile hobbit: finestre tonde, forme morbide, fusione totale con la natura circostante. Unico strappo alla regola l’altezza dei soffitti: tre metri e mezzo, più che ragionevole visto che ad abitarci devono essere persone reali e non i personaggi fantastici dello scrittore, notoriamente più bassi della gente comune. Comfort? Un piano cottura a induzione. Legna ed energia solare per il riscaldamento.
SOLO MATERIALI NATURALI.

I materiali utilizzati per la costruzione saranno tutti naturali e reperibili sul posto: paglia, legno, argilla, pietra. Si usa solo quel che c’è. Come in ogni villaggio che si rispetti, anche in quello hobbit ci sarà un pub, un forno e un caseificio. La location individuata è più che adeguata: campi vergini ai margini di una foresta.
Ma qual è il reale stato del progetto, destinato a scatenare la bramosia di centinaia di migliaia di fanatici dell’universo Tolkien in giro per il mondo?
IN ATTESA DELLE AUTORIZZAZIONI.

Chiunque sia affascinato dall’idea di vivere in una casa hobbit viene incitato a discutere della progettazione con Dale. Il quale, tuttavia, è ancora in attesa delle autorizzazioni burocratiche. Ma per non spegnere l’umore dei fan già spiega che i prezzi delle abitazioni sono variabili a seconda della grandezza e dei materiali utilizzati, ma comunque verosimilmente contenuti entro qualche migliaia di euro.

Un’abitazione dimostrativa per il 2014, poi le altre

Un parco giochi per nerd? No. Edilizia alternativa e un po’ stravagante? Forse. Ma non solo. Dietro il progetto c’è la precisa volontà di costruire un piccolo nucleo residenziale eco-friendly, rivolto a tutti quelli che hanno a cuore la natura: non solo coloro che sono cresciuti leggendo Il Signore degli Anelli.
ALLA RICERCA DI UNA VITA DIVERSA.

La regola numero uno della community ipotizzata è infatti il rispetto dell’ambiente: massima efficienza energetica e minor consumo di risorse possibile. «Gli hobbit vivono in pace e armonia con la natura», ha spiegato Simon Dale. «Noi invece viviamo una vita nella quale la produzione di cibo è sin troppo vincolata ai combustibili fossili, e questo non può continuare».
LA PRIMA CASA ENTRO L’ANNO PROSSIMO.

La prima abitazione dovrebbe essere pronta per la metà del 2014, come oggetto da mostrare a chi è interessato. Tutte le altre, autorizzazioni permettendo, sono attese nell’arco di pochi anni.
Vinta la burocrazia, Hobbitville nascerà davvero. Non sarà nella Contea immaginata da Tolkien, vero, ma ci si può accontentare.

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