Un terzo del cibo nel mondo viene gettato via, potrebbe nutrire 4 volte gli affamati

Quanto ammonta il cibo prodotto che viene gettato via?

Stiamo parlando dell’esorbitante cifra di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno che viene letteralmente gettato via esclusivamente per fini economici.
Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene gettato via, potrebbe nutrire 4 volte gli affamati.

L’Onu stima che circa 800 milioni di persone soffrono la fame nel mondo, nonostante la crisi economica si continua a gettare via e sprecare un quantitativo di cibo che sarebbe sufficiente a sfamare tutta quella popolazione mondiale che soffre di fame cronica.

Il cibo che viene gettato via ha raggiunto la cifra di 670 milioni di tonnellate nei paesi industrializzati e 630 milioni di tonnellate in quelli in via di sviluppo per un totale di 1,3 miliardi di tonnelate di cibo che basterebbe a nutrire 4 volte gli affamati a livello globale, tutto questo non è eticamente accettabile e sostenibile.

Ogni anno grazie esclusivamente alla sola produzione del cibo che non viene consumato e gettato via, si sprecano altre importantissime risorse, come l’utilizzo di 1,4 miliardi di ettari di terreno con un immensa quantità d’acqua impiegata, una cifra pari a quasi il 30% della superficie agricola mondiale e responsabile della produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra.

Purtroppo grazie al sistema socio-economico vigente nel nostro unico Pianeta, il consumismo è uno degli ingranaggi che serve a far girare questo sistema economico senza soffermarsi in modo adeguato ed efficiente alla gestione delle risorse per il bene e il futuro dell’umanità. Si continua a parlare di crescita infinita in un Mondo dalle risorse finite. Il profitto prima del benessere delle persone.

Tim Fox, responsabile energia ambiente per l’Ime ha dichiarato: “Il quantitativo di cibo sprecato e perso in tutto il mondo è vertiginoso. Questo cibo potrebbe essere usato in prospettiva per alimentare la popolazione mondiale, in costante aumento come per far fronte ai bisogni di chi soffre la fame oggi. E tutto questo implica anche uno spreco non necessario di terra, acqua e energia. I governi e le agenzie internazionali, e l’Onu in particolare, dovrebbero lavorare di concerto per fare cercare di cambiare la mentalità della gente e scoraggiare le pratiche di spreco di contadini, produttori di cibo, supermercati e consumatori”.

Delle informazioni molto esaustive che si basa su un grande numero di statistiche sulla quantità di scarti prodotti dall’uomo nel mondo (che stiamo gettando via senza utilizzarle al meglio) in svariati aspetti quali il cibo, il carburante, l’acqua, l’energia, la terra utilizzata e tanto altro possiamo trovarle nel sito WorldFoodClock, un sito interattivo che relaziona il tempo con ciò che viene prodotto, consumato e gettato via. I risultati visualizzati sono disarmanti.

E l’Italia?

Il nostro Paese è un grande produttore di rifiuti di cibo, secondo uno studio dell’Università di Pavia sommando il food losses (le perdite che si determinano a monte della filiera agroalimentare) e il food waste (sprechi che avvengono durante la trasformazione industriale, la distribuzione e il consumo finale)  gli italiani gettano via l’equivalente di circa 8,7 miliardi di Euro in cibo, quantitativi equivalenti a soddisfare il fabbisogno alimentare di tre quarti della popolazione italiana, vale a dire 44.472.914 abitanti (circa il 75% della popolazione italiana).

La Cia-Confederazione italiana agricoltori comunica che: “Ogni famiglia italiana in un anno spende mediamente 515 euro in alimenti che poi non consumerà, sprecando circa il 10 per cento della spesa mensile. Si tratta di oltre 4mila tonnellate di cibo acquistate dai consumatori e buttate in discarica ogni giorno, pari a 6 milioni in un anno”.

Ci sono nazioni che riescono a fare peggio di noi, un esempio sono gli USA in cui il 40% della produzione alimentare viene gettato via in aggiunta a rifiuti di origine alimentare pari al 70%.

Cosa fare nel nostro piccolo per ridurre gli sprechi di cibo?

Alcune soluzioni possibili potrebbero essere le seguenti:

  • Gestione delle risorse alimentari: cioè comprare soltanto ciò che si prevede di consumare.
  • Quando preparate un pasto fate attenzione alle quantità utilizzate.
  • Imparate a conservare nel migliore dei modi tutti i tipi di pasto che producete e non consumate, se non siete in grado basta una facile ricerca su Internet per capire come fare.
  • Con gli scarti e gli avanzi è anche possibile preparare nuove ricette. Non siete in grado? Oggi con la disponibilità di Internet non si può più affermare.
  • Controllate le scadenze dei vostri alimenti e cercate di consumare prima ciò che scade prima.
  • Se al ristorante non riuscite a terminare ciò che avete ordinato portate i gli avanzi nelle vostre case e consumateli successivamente.

Una delle soluzioni a livello globale che si dovrebbero adottare sono delle nuove regole indipendenti dai giochi economici globali che ridefiniscano la gestione dei beni primari come il cibo, l’acqua e il suolo per il bene della collettività e del genere umano.

Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene gettato via, potrebbe nutrire 4 volte gli affamati.

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